Netbrain, le battaglie delle nazioni sapienti, il nuovo libro di Denis Ettighoffer, si iscrive nella linea di quel che fu, nel 1992, una delle opere fondamentali dello stesso autore, L’Entreprise virtuelle ou les nouveaux modes de travail (Editions Odile Jacob), Premio del Manager del XXI° secolo, tradotto in inglese, in italiano (1) ed in portoghese. Sette altri libri suoi, quasi tutti selezionati o premiati, sono stati salutati dalla critica. Si sta pertanto sul sicuro. Si può apprezzare in questo libro, sia leggendolo dall’inizio alla fine o entrandovi da qualunque capitolo, l’impressionante ampiezza della documentazione riunita e analizzata dall’autore, il quale dà una magistrale lezione di strategia sull’impatto duraturo delle NTIC (Eurotechnopolis Institut), scritta in uno stile vivace. Attraverso le pagine e le formulazioni efficaci, il libro dà un’impressione affascinante, anche perché l’autore tratta senza concessioni argomenti dei quali la maggior parte di noi non avevano mai sentito parlare.

Denis Ettighoffer propone, sotto il neologismo del titolo Netbrain la ricchezza di una visione nuova e di un certo concetto neuronale e numerico del mondo, come un prolungamento tecnico della Noosfera proposta mezzo secolo fa da Teilhard de Chardin, come un inviluppo planetario spirituale dell’umanità. Il Web e le NTIC aggiungono infatti una folgorante evoluzione che genera una competitzione delle società umane e delle loro imprese così come esse si stanno rapidamente trasformando sotto i nostri occhi, sotto l’effetto di reti sapienti. L’autore ne dà un quadro tanto sorprendente ed esauriente quanto convincente, corredato da moltissimi esempi e casi. Partendo dall’osservazione dell’impatto dei saperi sull’efficacia degli ecosistemi, egli osserva come opera l’emergenza di una società umana globale sottoposta agli effetti del Low cost, per meglio adattarsi al ciclo eco-efficiente, vale a dire allo stesso tempo ecologico ed efficace.

Secondo Denis Ettighoffer, Netbrain, la rete delle reti, cioè la Tela, crea su scala planetaria le condizioni di un’economia cooperativa fondata su di una spartizione delle conoscenze, sola capace di rispondere ai bisogni e alle attese di efficacia rispetto alle norme del consumo mondiale. Il libro Netbrain descrive dunque l’emergenza di un mondo virtuale dalle proprietà capaci di di risolvere une buona parte dei problemi che ci sonoposti dallo sviluppo durevole. L’autore analizza le conseguenze dell’esplosione dei beni numerici ed il problema della ripartizione da operare tra i saperi comuni all’umanità e tutto quel che rientra nel campo del settore privato mercante. Quest’ultimo vive sempre maggiormente dell’economia immateriale degli apporti d’idee e delle innovazioni. Dando un ambizioso quadro delle evoluzioni del mondo numerico e delle battaglie impegnate per impossessarsi dei settori più larghi delle conoscenze, Denis Ettighoffer ricorda che questi conflitti non saranno meno aspri delle guerre di conquista nei secoli passati. E questo anche se la loro natura dipenderà sempre meno dai territori occupati e invece sempre più dalla natura dei progetti usati per padroneggiare, possibilmente in modo esclusivo, blocchi di conoscenze.

Il libro rimane sul sodo e non perde d’occhio quanto si svolge, si annuncia e si verifica nella realtà. Nella prefazione del libro, Jacques Jochem, già vice-presidente di Bossard Consultants, consulente e insegnante a HEC, il quale conosce bene l’autore, definisce quanto è la sua forza. L’autore fa segno perché, all’evidenza, egli conosce perfettamente l’argomento, dando tutto il loro senso ad una quantità di fatti che chiariscono le nuove regole del gioco. Niente dunque di simile alle elucubrazioni mai verificate delle Think Tanks, di moda negli anni Cinquanta e Sessanta dello scorso secolo. L’autore sottolinea a questo proposito con esempi a sostegno il fatto che non è il know how o la mancanza di capitali che buttano a terra aziende o imprenditori che funzionavano correttamente, bensì la loro incapacità di immaginarsi diversi, di creare idee nuove e di prendere iniziative.

Denis Ettighoffer chiarisce nel suo libro le nuove regole ed i pericoli geopolitici di un’economia essenzialmente fondata sull’immateriale e sul numerico. Senza dimenticare che, sempre maggiormente immerso nel numerico e nella simulazione, egli insiste sul rischio di tagliarci fuori dal legame sociale ancestrale e della sua convivialità lasciando i nostri vicini diventare degli sconosciuti sotto il pretesto che stiamo in stretto contatto con internauti all’altro capo del mondo. L’autore definisce in modo chiaro l’orientamento nelle tre ultime righe del suo libro : »La Francia sapiente degli anni venturi deve fissarsi come obiettivo di diventare la nazione che attira i migliori talenti del pianeta. Una rivoluzione è in corso. Facciamo finta di averla capita. Guidiamola ». A buon intenditor …

Humbert Fusco-Vigné
Cronista politico
Rivista VERSO Arts & Lettres
(1) Impresa virtuale, Muzzo Edizioni (1994)